venerdì, 28 dicembre 2007

LA NEVICATA DEL 1985

Molti di noi ricordano spesso col sorriso e lo sguardo trasognato quello storico gennaio del 1985, dove l'Italia intera, ad eccezione della Sicilia e piccola parte della Calabria venne travolta da un potente evento climatico che a tutt'oggi non ha mai più avuto un successore. Perturbazioni che si sfogarono violente sulla penisola, lasciando sull terra abbondanti nevicate, cicloni che stazionarono a lungo sulle nostre teste e abbassarono le temperature di decine di gradi... Tanti possono confermare che al ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie, il 9 gennaio 1985, vennero mandati a casa, prolungando di fatto le vacanze. Ricordo che quel giorno, di 22 anni fa, all'arrivo nel plesso scolastico, tra bimbi imbacuccati nelle sciarpe e nei berretti e madri preoccupate, ci fu un conciliabolo che vide protagoniste le maestre, i genitori, le bidelle, tutti, problematizzando che la bassa temperatura aveva inferto danni seri alle tubature dell'impianto di riscaldamento e che le lezioni non potevano riprendere. Scene di gioia e tripudio di chi come noi, piccoli, poteva fruire al mssimo di uesto evento meteorologico unico. Il ricordo di strade completamente vuote d'automobili (e all'epoca nemmeno si immaginava quante ne sarebbero circolate oggi...) con unica padrona delle vie la fantasia dei bimbi che sfrecciava da un pupazzo di neve all'altro, da una battaglia a palle di neve alle coltri ammucchiate nelle piazze dai mezzi del comune che inutilmente liberavano le strade. Si era bloccati, ma la volontà delle persone faceva andare avanti tutto quanto lo stesso, senza l'esigenza di qualcosa di motorizzato. Fummo per quei giorni una società pedonale, dove la preoccupazione maggiore era la discussione sul quanto potesse durare tutto questo. Noi piccoli ed inconsapevoli attori su quest'immenso palcoscenico bianco, di certo non ci ponemmo problematiche sul quanto; vivevamo quell'attimo come se fosse eterno. Tutto era più lento e calmo. Per questo forse che spesso ancora oggi si sente evocare quel dato e preciso punto della nostra storia italica, come per una richiesta al cielo ben specifica, come volontà di ripetere quell'esperienza per fermare il tempo e magari rivedere le scuole e gli uffici chiusi per qualche giorno e perchè no, tornare giù in strada a costruire un enorme pupazzo di neve.

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Ma vediamo storicamente e climatologicamente cosa accadde di preciso in quei giorni. I reperti audio e video dell'epoca riportano la previsione del Col. A. Baroni (ricordate?)661904733ce69cb31f05e72315f1815b.jpg che enfatizzava per l'anno nuovo l'arrivo di aria fredda che avrebbe portato le temperature al minimo storico, ricordiamo per esempio, i -23°C di Firenze. Vi fu un riscaldamento stratosferico polare, al nord, a 11 km di altezza, evento eccezionale anche per i meteorologi che provocò un repentino e vertiginoso crollo delle teperature e uno stabilizzarsi del freddo sul bacino del Mediterraneo. il 1° gennaio 1985 le pime piogge si videro cadere al Sud dell'Italia mentre nevicate anche a quote basse si avvisarono al Nord; il 2 gennaio tempo variabile al Nord e alcune sporadiche nevicate frammiste a pioggia al Sud; il 3 poco nuvoloso al Nord e diffuse nevicate al centro-sud, il maltempo cominciò a risalire la penisola; Il fulcro del ciclone dette il meglio i giorni 4 e 5, quando una seconda ondata di freddo abbassò ulteriormente le temperature, stavolta a picco nel termometro al Nord con neve anche sulla riviera romagnola, a Venezia (15 cm), a Bologna, nelle Marche, e sulla costa ligure. Il 6 la morsa del gelo non si attenuò, anzi ribadì la serietà della situazione, registrando nuovi record, oltre -35°C su tutte le Alpi. Al 7 ancora giù la colonnina di mercurio, in Pianura Padana punte di -20. Il 9 si videro flagellate le coste da tempeste marine con mare a forza 8-9, neve a Cagliari e in Tunisia. il 10 si annotò un nuovo record per la Padana emiliana, -25°C. picchi di -20 in Lombardia e Veneto. Trasimeno ghiacciato in Umbria e ancora nevicate copiose in Emilia Romagna, al 13 gennaio annoveriamo il fenomeno del gelicidio* a causa dell'inversione termica, ancora neve, stavolta al Nord dove dalla Liguria, spazzata da vere e proprie tormente, alla Val d'Aosta segnano il nuovo record per la Pianura: -29°C in provincia di Bologna. Il 14 molta neve anche a Milano, il duomo è completamente imbiancato, e così anche a Torino il giorno sucessivo. Il 16 vide ancora precipitazioni nevose che continuano a paralizzare le comunicazioni e i servizi; le città sono alla mercè del Generale Inverno. Trento si risveglia sotto 150 cm di bianco. Il 17 si stabilisce l fine di questa parentesi artica per le nostre zone, il Sud ritorna alla normalità, con lo 0° termico a quote normali per il periodo. Ultime nevicate al Nord.

Commenti

Beh, non a caso sono nato io, nel gennaio dell'85 :-P
W LA NEVE!!

Scritto da: PiccoloLupo | lunedì, 07 gennaio 2008

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